Sabato 23 Set 2017

AVIS provinciale

on 13 Febbraio 2012.

 AVIS Provinciale di alessandria

Avis Provinciale Alessandria è la “casa comune” di tutte le strutture associative che operano nell’ambito del territorio provinciale.
Da tale punto di vista, essa raccoglie sotto il proprio tetto: 34 sedi di livello locale (31 sezioni comunali [che coincidono con l’ambito territoriale di un'unica amministrazione comunale] + 3 intercomunali [che sviluppano le proprie attività su un territorio costituente la sommatoria, più o meno vasta, di un insieme omogeneo di  amministrazioni comunali diverse] ed una unità di raccolta.
Tale impegnativo complesso organizzativo - che si traduce nei seguenti numeri (aggiornati al 31 dicembre 2011):

  • soci donatori 10.365;
  • donazioni 18.174 unità totali;
  • raccolta diretta 4.909 sacche di sangue intero

è retto da un Consiglio Direttivo (composto di 15 Consiglieri) e da un Collegio Sindacale (composto da 5 Revisori), tutti scelti fra i soci effettivi tramite elezione diretta da parte dei Presidenti delle sezioni territoriali e dei “delegati” dei soci.
Avis Provinciale è costituita quale associazione di volontariato, secondo le indicazioni della legge 266/1991. In quanto tale essa è iscritta al Registro del Volontariato della Regione Piemonte con D.P.G.R. n. 1097/95 del 08/03/1995 ed è O.N.L.U.S. di diritto ai sensi dell’art. 10/comma 8 del D.Lgs 460/1997; l’Unità di Raccolta da essa gestita è autorizzata ad operare dalla stessa Regione Piemonte con D.G.R. n. 42-43372 del 27/02/1995.
Le attività poste in essere da Avis Provinciale sono molteplici e fra di loro diversificate, a seconda dell’ambito cui si voglia fare riferimento; alcune sono tipiche di ogni entità associativa: riunioni degli organi statutari e delle varie commissioni in cui essi si strutturano, verbalizzazione, segreteria, amministrazione, documentazione, ricerca e quant’altro; altre più mirate alle specificità che essa esprime: pianificazione, sviluppo e coordinamento delle attività di promozione e di raccolta poste in essere dalle singole sezioni comunali, al fine di individuare obbiettivi sostenibili verso cui indirizzare l’agire di ciascuna in stretta sinergia con quello di tutte le altre; rappresentanza del complesso della strutture associative in tutti i rapporti di natura pubblica e privata con istituzioni, enti, organizzazioni la cui competenza funzionale non sia strettamente circoscritta all’ambito comunale in cui operi una delle nostre sezioni e contestuale rappresentanza dell’intero territorio provinciale nell’ambito dei rapporti associativi di livello regionale e nazionale; gestione del complesso dei rapporti di natura funzionale ed amministrativa con tutte le strutture sanitarie presenti sul territorio.
Avis Provinciale svolge - inoltre - attività di servizio, a supporto diretto sia delle sezioni territoriali, sia della propria Unità di Raccolta: archivio dati donatori/donazioni; gestione chiamata donatori; gestione cartelle cliniche donatori e visite periodiche  o di controllo; rendicontazione e contabilizzazione donazioni e conseguente elaborazione, emissione e gestione delle correlate documentazioni contabili; aggiornamento  e/o formazione del personale sanitario (medici – paramedici – infermieri), dei dirigenti associativi e dei volontari; stages, seminari, incontri, riunioni di vario genere e natura; organizzazione e gestione diretta dei così detti pubblici prelievi realizzati (sulla base di un calendario annuale) direttamente presso le sedi territoriali delle diverse sezioni partecipanti allo specifico programma e tanto altro ancora.
Tutto ciò realizza quanto gli statuti associativi - che dettano le regole di “governo” dell’intera organizzazione - sintetizzano nelle seguenti funzioni: indirizzo, coordinamento e controllo nei confronti di tutte e di ciascuna componente associativa attiva ed operante nell’ambito del territorio politico ed amministrativo di una singola provincia.
Avis Provinciale Alessandria nacque il 19 febbraio 1968 in attuazione delle disposizioni normative di livello nazionale che previdero la presenza di una struttura di coordinamento territoriale in ciascuna provincia dello Stato, al fine di consentire all’intera organizzazione associativa il più proficuo livello di incontro, confronto e collaborazione con le provincie “politiche”, enti locali che – all’epoca – erano i “terminali” pubblici cui spettava l’attuazione in concreto delle politiche sanitarie deliberate dal legislatore nazionale  e perseguite dal governo centrale.
Fondatori di Avis Provinciale Alessandria furono le sezioni comunali di Alessandria, Casale Monferrato, Castellazzo Bormida, Castelletto Monferrato, San Salvatore Monferrato e Valenza.
Quelle appena elencate sono le sedi territoriali più “blasonate” del nostro territorio; quelle che rappresentano il fondamento storico e culturale da cui tutto ha preso avvio.
Esse - ovviamente - preesistevano alla nascita di Avis Provinciale; tutto il resto è venuto dopo, e non è poco.
Negli ultimi 10 anni [2002/2011], ad esempio, abbiamo incrementato il numero dei donatori del 73,45% [passando dai 5.976 del 2002 agli attuali 10.365] ed il numero delle donazioni  del 37,56% [passando dalle 13.212 del 2002 alle attuali 18.174]; nello stesso periodo, è però sceso l’indice di donazione [passando da 2.21 a 1.75], quale indicatore del progressivo invecchiamento della popolazione oltrechè dell’aumentata rigidità nei criteri di selezione dei candidati donatori.
Se detto ultimo fattore deve considerarsi positivo - in quanto indicatore della accresciuta capacità della scienza medica in materia di sicurezza trasfusionale - preoccupa il suo interagire con il dato relativo alla crescita media dell’età dei nostri donatori: da un lato il più “problematico” reclutamento di nuove generazioni di donatori, dall’altro la ridotta “capacità produttiva” di una platea di donatori di “consolidata” fede associativa che inesorabilmente invecchia, creano i presupposti idonei ed inevitabili che stanno alla base dei fenomeni di maggior aumento della necessità di sangue in ambito sanitario rispetto alla capacita di sostenere l’aumentata richiesta da parte del volontariato.   
In tale continua necessità di assicurare alla sanità pubblica l’oggi e di garantire all’associazione un “domani”, si concretizzano e si sviluppano tutte le attività dell’associazione e tutti i problemi, i crucci ed i grattacapi dei dirigenti associativi che ne assicurano il corretto funzionamento ai vari livelli; la “quadratura del cerchio” può essere una, ed una soltanto, per entrambe le condizioni: nuovi donatori, per donare e per assumere la responsabilità diretta della gestione delle diverse strutture.
Di questo abbiamo bisogno ed il nostro imperativo categorico è di raggiungere tale obbiettivo.